LeggiAMO: “Mangia prega ama”, di Elizabeth Gilbert

Copertina mangia, prega, amaSolo ora che fisso questa pagina bianca mi rendo conto che non è semplice come sembra scrivere la recensione di questo libro. Appena l’ho comprato, ho subito pensato che avrei potuto scrivere qualcosa per voi, credendo sarebbe stato poco complicato. Mi dicevo: “cosa ci vorrà a fare un articoletto su un libro che racconta solo di viaggi?” Niente, se non fosse che l’autrice fa molto più che un semplice viaggio per il mondo. L’autrice, Elizabeth Gilbert, fa un viaggio dentro sé, nella sua anima, mettendoci a conoscenza della sua più intima intimità: il matrimonio fallito, la delusione, la depressione, la voglia di evadere, la mancanza di reazione, l’amore per l’Italia, la scoperta di Dio…

Partiamo dalle cose semplici: il programma del viaggio. L’avventura sarebbe durata un anno intero e i posti da visitare sarebbero stai l’Italia, l’India e l’Indonesia, quattro mesi per ognuno.

Si inizia dal nostro bel paese, nel quale la protagonista ritrova il senso del piacere, perso durante e dopo il divorzio. È proprio qui da noi che Liz riscopre il piacere di sedersi a tavola, davanti ad un bel piatto di spaghetti al sugo, ad una tipica pizza napoletana o ad un piatto di pasta al ragù bolognese. È sempre qui che ha scoperto quanto sia bello stare in compagnia dei propri amici quasi come fossero  una seconda famiglia e ad appassionarsi al calcio come solo un vero italiano sa fare. Come se non bastasse Liz, spinta dal suo amore per la lingua italiana, si iscrive inizialmente ad una scuola di italiano a Roma, che presto abbandona preferendo imparare la lingua “sul campo”, facendo nuove amicizie e scambiando due chiacchiere con chiunque fosse disposto a farlo.
I quattro mesi finiscono in fretta ed è già ora di lasciare l’Italia, trasferendosi in India.
L’entusiasmo che mi ha coinvolto nella lettura del capitolo dedicato al nostro paese, mi ha purtroppo abbandonata durante la lettura del capitolo successivo, quello indiano. Questo capitolo è infatti molto “spirituale” e forse è a causa del mio rapporto altalenante (se così di può definire) con la fede se non sono riuscita ad apprezzarlo come il precedente. Ho quindi sperato che finisse il più in fretta possibile, contando le pagine che mi separavano dal terzo ed ultimo capitolo.§
Finalmente ce l’ho fatta! Una sera sono riuscita ad arrivare alla fine. Ho quindi chiuso il libro, contenta che la sera successiva, prima di addormentarmi, avrei potuto iniziare un episodio decisamente più interessante: il viaggio di Liz in Indonesia.
Bene, dimenticate pure tutto il mio entusiasmo perché vi assicuro che è sparito abbastanza in fretta. Ero convinta che quest’ultima parte parlasse di amore (il titolo stesso lo suggerisce), invece ho continuato a percepire la costante presenza di Dio. Insomma, non che mi infastidisse, ma non trovavo lo stimolo per continuare a leggere, finché non arriva, ormai a metà capitolo, il brasiliano Felipe a movimentare un po’ la situazione e far riscoprire la gioia di amare a Liz.

Voi invece avete apprezzato il libro? Magari con i vostri commenti potreste farmi cambiare idea…perché non provare?

Selena

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