“Benvenuto Presidente!”, di Riccardo Milani

benvenuto presidente locandinaCome la mettereste se il successore del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano fosse Giuseppe Garibaldi? E se poi scopriste che questo signore altro non è che il bibliotecario di un piccolo paese di montagna, i cui più grandi interessi sono pescare le trote e raccontare affascinanti storie ai propri compaesani? Per l’Italia questa probabilmente non sarebbe una soluzione, ma certamente servirebbe da “scossone”, per tentare la nostra RISALITA.
Per ora dobbiamo però accontentarci dei film, come Viva l’Italia di Massimiliano Bruno, uscito nelle sale italiane ad ottobre 2012, Viva la libertà di Roberto Andò, uscito a febbraio e quest’ultimo Benvenuto Presidente! di Riccardo Milani, al cinema dal 21 marzo 2013.

La trama è un po’ surreale, ma come nel caso dei film sopra citati, offre ottimi argomenti per riflettere sia sulla pessima classe politica che abbiamo in Italia, sia sulla nostra cultura (usi e costumi) che troppo spesso ci porta anche nel nostro piccolo ad “ingannare” il prossimo. Ma torniamo al film: durante una votazione per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, i vari esponenti politici non riescono a trovare un accordo e decidono così di scrivere sulla propria scheda un nome di fantasia… Giuseppe Garibaldi! Il problema è che la stessa idea viene in mente a più di un partito, e alla fine delle votazioni il nome più votato è proprio il suo. A questo punto tutto il parlamento pensa di averla fatta franca, ma ben presto si scopre che grazie ad un cavillo burocratico, se in Italia c’è un Giuseppe Garibaldi che rispetta certi parametri, ha tutto il diritto di essere eletto Presidente.

In Italia ce ne sono 4, ma solo uno di questi ha i requisiti necessari. Nel giro di poche ore quest’uomo viene prelevato da tre onorevoli in giacca e cravatta con tanto di auto blu al seguito, prorio mentre sta pescando trote con un suo amico nel fiume vicino casa. Viene portato subito a Roma, dove tenteranno in tutti i modi di farlo dimettere. Da qui parte la rivincita della “classe operaia”, che col nuovo Presidente, tra protocolli infranti, momenti imbarazzanti ed esempi di vera onestà porterà il protagonista a rivoltare l’Italia come un calzino.

A noi il film è piaciuto molto, le gag di Claudio Bisio sono fantastiche come sempre, mentre per quanto riguarda Kasia Smutniak possiamo certamente dire di non averla mai vista così!
Siamo usciti dal cinema pensando a quanto siamo ancora distanti da un’immagine dell’Italia così onesta e perbene, per invertire la rotta bisognerebbe davvero cambiare modo di pensare, ma ci vorrà molto tempo prima che le cose cambino davvero!

Roberto e Selena

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