LeggiAMO: “Romeo e Giulietta”, di William Shakespeare

Romeo e GiuliettaSe la mia ex insegnante mi avesse chiesto di leggere questo libro durante l’anno scolastico, magari per poi essere anche interrogata, avrei sicuramente storto il naso. Così come ho fatto quando la prof di italiano ci ha dato il compito, durante l’ultimo anno di liceo, di leggere I Malavoglia, di Giovanni Verga.
Questa volta però non c’era nessun compito, nessuna interrogazione. Semplicemente ero curiosa di leggere quella che da molti è considerata la tragedia più romantica di sempreRomeo e Giulietta, di William Shakespeare. E non ne sono stata minimamente delusa.


Sapevo già quale sarebbe stato il triste epilogo, ma mentre leggevo era come se sperassi succedesse qualcosa di inaspettato, che improvvisamente rivoluzionasse il destino dei due giovani amanti. La sorte avversa (come la chiama Frate Lorenzo) ha dato però il meglio di sé nonostante le mie speranze e, per l’ennesima volta, ha fatto in modo che Romeo non ricevesse il messaggio, grazie al quale sarebbe venuto a conoscenza del piano di Giulietta per non sposare il suo promesso sposo, Paride.

Data la mia non brillante, ahimè, conoscenza della lingua inglese, mi sono dovuta accontentare della traduzione in italiano della tragedia. A chi, invece, ha una buona padronanza della lingua, consiglio di cimentarsi nella lettura in lingua originale. Ne trarrete sicuramente beneficio, soprattutto nelle numerose parti in cui Shakespeare si fa evidentemente prendere un po’ la mano, arricchendo le sue pagine di svariati quibbles, i giochi di parole.
Le note del traduttore rendono comunque abbastanza comprensibili questi particolari scambi di battute (Attenzione! Quell’ “abbastanza” che ho appena usato, non riguarda la scarsa capacità traduttiva, ma lo strano senso dell’umorismo inglese.), ma è decisamente più comodo poter leggere la storia in tutta la sua continuità, senza doversi fermare ripetutamente in cerca della nota corrispondente al passaggio che ci lascia perplessi.

Se quindi anche voi non avete avuto modo di innamorarvi di questa triste storia durante gli anni scolastici, fidatevi di me: provate a rileggerla ora, in tutta tranquillità, senza la paura di poter dimenticare qualche passaggio o qualche nome importante per l’interrogazione. Sarà tutta un’altra storia!

Buona lettura!

Selena

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