LeggiAMO: “Fai bei sogni”, di Massimo Gramellini

Gramellini Fai-bei-sogni-copertinaIn questo romanzo autobiografico, il noto giornalista e vice direttore de La Stampa Massimo Gramellini racconta la sua difficile infanzia, vissuta dall’età di 8 anni senza più una mamma. Il libro parte proprio dalla tragica notte in cui il piccolo Massimo perde la mamma, tutto quello che descrive è ciò che i suoi occhi di bambino vedevano all’epoca, con tante domande che purtroppo per lui troveranno risposta solo quarant’anni dopo. Intanto passano gli anni, Massimo ha molte divergenze con suo padre, che probabilmente non lo capisce fino in fondo, così cerca invano una figura femminile che sostituisca in qualche modo la madre.
A poco a poco, prende forma il grande disagio interiore che accompagna il protagonista (quello che lui definisce “Belfagor”) fino alle ultimissime pagine, nelle quali verrà svelata la verità che cercava da una vita.

Ciò che colpisce di più leggendo Fai bei sogni, è che il dramma esistenziale dell’autore viene raccontato sempre con un “sottofondo” di autoironia, talvolta prendendosi anche in giro da solo per alcune cose fatte in gioventù.

Secondo me è un libro molto apprezzabile per il grande sforzo fatto dall’autore nel mettersi a nudo, rivelando anche i lati più intimi e privati della sua personalità.
Lo stile che ci accompagna durante la lettura è quello che Massimo Gramellini è solito mostrarci quando è ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa“, riesce a raccontare cose molto tristi o dolorose con quel pizzico di ironia (mai sopra le righe) che rende più leggera la lettura.

Ma detto questo, il mio parere scontenterà forse i molti che ne stravedono.
Diciamo che non mi ha soddisfatto appieno (forse per via delle tante recensioni entusiaste che ho letto e mi hanno creato aspettative troppo grandi), specie nella prima metà, quando l’autore a mio avviso tende a voler idealizzare troppo la figura materna, rischiando forse di rendere la lettura un po’ lenta e ripetitiva, ma soprattutto facendo perdere il ritmo della storia alla distanza.
Nel mio caso, l’interesse si è riacceso solo da metà libro in poi, dove il protagonista cresce ed il racconto è incentrato più su di lui che sulla mamma.
Man mano che mi avvicinavo alla parte finale del libro, infatti, mi sono appassionato sempre di più al suo racconto, fino ad arrivare ai due capitoli finali (che hanno avuto il merito di farmelo rivalutare in positivo).
Per come la vedo io è proprio il finale la vera “gemma” di questo libro, veramente all’altezza del miglior Gramellini che ormai abbiamo imparato a conoscere.

Insomma, Fai bei sogni è un libro molto introspettivo, da leggere se si desidera guardare a fondo dentro sè stessi. Un libro che insegna a cogliere le varie sfaccettature dell’amore e degli affetti a noi più cari attraverso la travagliata storia dell’autore.

Roberto

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