LeggiAMO: “Giorni di neve, giorni di sole”, di Fabrizio e Nicola Valsecchi

Ci sono giorni di neve nella vita di un uomo. Giorni bui in cui ogni speranza è persa e tutto sembra inutile e vuoto in presenza del dolore. E ci sono giorni di sole in cui tutto invece risplende di una luce migliore e ogni ricordo triste svanisce come neve al sole.

Alfonso Mario Dell’Orto, Giorni di neve, giorni di sole

Copertina Giorni di neve, giorni di soleImmaginatevi di  dover abbandonare il vostro paese nativo, di dover lasciare i nonni con la consapevolezza di non poterli rivedere mai più e di dovervi trasferire dall’altra parte del mondo. Un lungo viaggio vi allontanerà sempre più dalla casa in cui siete nati, dalla strada in cui, pochi anni prima, avete imparato ad andare in bicicletta, dagli amici con cui avete vissuto quelle che vi sembravano le più grandi avventure. Vi dirigerete verso una nuova vita, nella speranza che possa essere migliore della precedente, ricca invece di miseria, debiti e oppressioni sociali e politiche.


Un lungo viaggio come quello che, a soli dieci anni, ha dovuto affrontare Alfonso Mario Dell’Orto, in compagnia della madre e della sorellina, per allontanarsi dai giorni di neve che ormai caratterizzavano la loro vita in Italia, alla ricerca di giorni di sole, nella lontana Argentina, dove il padre li attendeva a braccia aperte.
Così, nel lontano e freddo 14 dicembre 1935, a Piazza Santo Stefano, vicino a Cernobbio, inizia l’avventura di Alfonso. E sempre lì, ben settant’anni dopo, si conclude.
Un altro lungo viaggio, infatti, lo ricondurrà in quella che, nel profondo del suo cuore, è sempre stata casa sua: l’Italia.
A tenergli compagnia solo una valigia ricca di ricordi, attraverso i quali, come un puzzle, tassello dopo tassello, ricordo dopo ricordo, conosceremo la vita dell’uomo, in una continua alternanza di giorni di neve e giorni di sole.
Uno è sicuramente il ricordo che riaffiora più insistentemente tra i pensieri dell’uomo, quello della figlia Patricia. Desaparecida. Scomparsa nel nulla, insieme al marito Ambrosio, per aver aiutato alcuni bambini poveri, bisognosi di cure e istruzione. Lei aveva solo ventuno anni e il ragazzo ventitré quando, in una tragica notte, i militari del regime dittatoriale di Videla fecero irruzione nella loro casa. Li rapirono e di loro non si seppe più nulla. Patricia ed Ambrosio lasciavano una figlia di appena venticinque giorni, che  miracolosamente quella notte fu ignorata dai militari. Solo per Patricia, Alfonso ha intrapreso questo viaggio, con l’intenzione di far  conoscere il proprio paese a l’unica figlia che non era riuscita a visitarlo. Voleva che anche lei, racchiusa per sempre nel suo cuore, potesse passeggiare per le strade di Piazza Santo Stefano, potesse innamorarsi di ogni singolo scorcio del paesello e regalare a tutti un raggio di sole, nei tanti giorni di neve che incupiscono la vita di ognuno di noi.
Negli ultimi e più toccanti passaggi del romanzo Patricia, grazie al padre, avrà finalmente un briciolo di giustizia.

Giorni di neve, giorni di sole è il terzo romanzo, scritto a quattro mani, dei gemelli Fabrizio e Nicola Valsecchi. È liberamente tratto da una storia vera, con lo scopo di sensibilizzare i lettori aprendo loro gli occhi riguardo alle tante e terribili atrocità commesse senza motivo dagli uomini e, soprattutto, di mantenere vivo il ricordo di persone come Patricia e Ambrosio, che hanno perso la vita per seguire i loro ideali. A nostro avviso l’obiettivo è stato pienamente centrato. Gli autori, infatti, hanno avuto il grande merito di “far riemergere” dall’oblio una storia che purtroppo, come spesso accade in questi casi, non arriva mai alle luci della ribalta.
Lo stile e la tecnica narrativa utilizzati dagli autori sono davvero particolari ed originali. Ad alcuni di voi potranno far apparire malinconico il testo, in quanto viene più volte sottolineata la sofferenza di Alfonso ma, nonostante ciò, riuscirete perfettamente ad immedesimarvi col protagonista, condividerete il suo dolore per la perdita della figlia e del genero e apprezzerete la determinazione e la forza che lo hanno aiutato a sopravvivere a questa grande sofferenza.
Potrete poi, grazie alla prefazione del Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel e alla postfazione di Gianni Tognoni, Segretario Generale del Tribunale Permanente dei Popoli, approfondire ulteriormente le vostre conoscenze riguardo il fenomeno dei desaparecidos, senza dimenticare mai il lato più umano e profondo della storia.
In conclusione, non possiamo far altro che consigliare la lettura di Giorni di neve, giorni di sole a tutti coloro che desiderano documentarsi riguardo la condizione che, milioni di nostri connazionali emigrati in Argentina, hanno dovuto subire tra il 1970 e il 1980.

Roberto e Selena

 

 

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Disegno realizzato da Elisa

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