Cinecittà Si Mostra…in tutto il suo splendore!

cinecittà si mostrQuando mi domandano: “Qual è la città in cui preferirebbe abitare?” E mi dicono: “Londra, Parigi, Roma”. E io dico: “Alla fine, se devo essere sincero, dovrei dire Cinecittà, è l’unica città dove proprio vorrei abitare”.

Federico Fellini

E’ proprio con questa frase che riassume l’amore di Fellini per il mondo del cinema e, in particolare, per Cinecittà, che voglio iniziare a raccontarvi del tassello mancante della nostra vacanza a Roma. Ultima, nonché più entusiasmante avventura: la visita a Cinecittà, la città italiana del cinema.
Era davvero da parecchio tempo che aspettavo questo momento e quella mattina, felice e desiderosa di perdermi per Cinecittà, ho trascinato a destinazione i miei amici prima dell’orario di apertura dei cancelli. Qualche foto all’edificio esternamente e altre alla Palazzina Presidenziale, per quel poco che riuscivo ad inquadrare attraverso le sbarre dell’ingresso. Finché, finalmente, queste non si aprono, permettendoci di entrare. Mi bastano pochi passi in avanti, dentro alla Città del Cinema, per dimenticarmi di Roma. E’ come se fossi in un’altra silenziosa città, la Fabbrica dei Sogni.

4Ingresso a Cinecittà, Via Tusconala 1055

I percorsi offerti dall’organizzazione sono due. Il primo, ed anche il più economico (prezzo intero: € 10,00), prevede la visita ad una mostra allestita all’interno della Palazzina Presidenziale, alla quale si può accedere liberamente, senza essere accompagnati da una guida. Il secondo (il cui prezzo ammonta invece a € 20,00) prevede, oltre alla visita alla mostra, anche il tour guidato tra i vari set cinematografici ancora presenti a Cinecittà.
Io, spinta da un forte desiderio di visitare ogni singolo angolo mi fosse permesso di visitare (e “spingendo” perché anche tutto il resto del gruppo facesse la stessa scelta), ho optato per la seconda opportunità.

IMG_0016Statua della Venusia

Dopo una breve passeggiata nel giardino antistante la Palazzina Presidenziale, in cui si può ammirare la Statua della Venusia (utilizzata ne Il Casanova di Federico Fellini), arriva finalmente il momento di superare un altro cancello, che condurrà l’intero gruppo di visitatori fino al vero cuore di Cinecittà.
Percorriamo qualche metro a piedi, giriamo l’angolo ed eccoci catapultati oltreoceano, verso la metà dell’Ottocento. Siamo a Broadway, sul set di Gangs of New York, di Martin Scorsese. Due file di edifici si affacciano sulla strada che stiamo percorrendo. Essi appaiono così imponenti e curati nei minimi dettagli che danno quasi l’impressione di essere reali. Se non fosse per un piccolo particolare. Basta spostarsi leggermente di lato ed ecco un’altra sorpresa. Gli edifici, come del resto era prevedibile, non esistono. Un groviglio di tubi ed impalcature sostiene la facciata, abilmente realizzata con polistirolo e vetroresina. Proseguiamo il nostro percorso e, pur rimanendo sempre sullo stesso set, ci ritroviamo a Parigi. Il regista canadese Christian Duguay ha infatti parzialmente modificato la finta Broadway per girare alcune scene della miniserie televisiva Coco Chanel, ovviamente dedicata alla stilista francese. Egli non è stato però l’unico, perché in un angolo di può notare anche un’insegna che riporta una scritta in lingua italiana: Vini e olii.

28Sul set di “Gangs of New York”, di Martin Scorsese

IMG_0023Sul set di “Gangs of New York”, di Martin Scorsese. In questa foto potete facilmente notare l’impalcatura che sostiene la facciata dell’edificio

32(3)Sul set di Gangs of New York“, di Martin Scorsese

34 (2)Sul set di “Gangs of New York”. Sul fondo potete leggere la scritta in italiano “Vini e olii”

Un altro viaggio nel tempo ci conduce questa volta nell’antica Roma, dove possiamo visitare il set realizzato per Rome di Michael Apted, serie televisiva che narra la storia di Roma nel I secolo a.C.. Se non ne avete mai sentito parlare non è colpa vostra, essa ha infatti avuto un notevole successo all’estero mentre in Italia, a causa dell’orario tardo in cui veniva trasmessa e per le numerose scene censurate, non è riuscita a coinvolgere un’ampia fetta di pubblico.
Gli edifici sono realizzati con gli stessi materiali di Broadway, anche se in questo caso le costruzioni sono state edificate quasi a 360 gradi (nessun impalcatura visibile sostiene quindi nessuna facciata), attribuendo un maggior senso del reale.

40(3)Sul set di “Rome”, di Michael Apted

41Sul set di “Rome”, di Michael Apted

43Sul set di “Rome”, di Michael Apted

52Sul set di “Rome”, di Michael Apted

IMG_0042-001Sul set di “Rome”, di Michael Apted

Altra caratteristica a cui non siamo abituati visitando ciò che resta della Roma Repubblicana è il colore. Quello che ai nostri occhi oggi appare bianco originariamente era infatti dipinto con colori sgargianti, come verde, rosso e blu. E solo a Cinecittà è possibile rendersi realmente conto della bellezza che gli antichi romani sono stati in grado di creare.
Dopo aver visitato, tra gli altri, la Basilica Giulia, i templi di Venere e di Giove e l’Arco di Trionfo, ci spostiamo nella zona povera di Roma Antica, quella abitata dal popolo. Un intreccio di strette vie, su cui si affacciano palazzi umili e deteriorati, avvolge i nostri passi, facendoci sentire quasi parte integrante del set.

48Sul set di “Rome”, di Michael Apted

51(5)Sul set di “Rome”, di Michael Apted

Passando poi attraverso la zona portuale di Gangs of New York, ci dirigiamo verso l’ultima tappa della visita guidata: il set della miniserie televisiva del 2002 Francesco, con Raoul Bova, per la regia di Michele Soavi.
Nove anni dopo, nel 2011, è bastato solo aggiungere qualche dettaglio in finto marmo alla facciata della chiesa del santo umbro per poter rendere riutilizzabile il set. È stato il caso delle riprese di Amici miei – Come tutto ebbe inizio, di Neri Parenti.
Recentemente lo stesso set, senza subire ulteriori modifiche, è stato invece riutilizzato per alcune scene esterne di Romeo e Giulietta, film con Alessandra Mastronardi e Martin Rivas, che potremo presto vedere su Canale 5.

53Zona portuale di “Gangs of New York”, di Martin Scorsese

54(2)Sul set di “Francesco”, di Michele Soavi

56(2)Sul set di “Francesco”, di Michele Soavi

57(3)Sul set di “Francesco”, di Michele Soavi

Il tour guidato sta ora davvero giungendo al termine. Ci soffermiamo soltanto due minuti davanti al noto Teatro 5 che, con i suoi 3000 metri quadrati, è il più grande teatro di posa in tutta Europa. Come se non bastasse, l’edificio contiene anche una piscina. Essa è normalmente coperta dal pavimento, ma se viene scoperta e riempita permette di creare effetti acquatici davvero straordinari.
Il Teatro 5, oltre ad essere famoso per la sua grandezza, viene ricordato soprattutto perché utilizzato da Federico Fellini per moltissimi suoi film.
Di recente Ettore Scola ha girato proprio qui un film intitolato Che strano chiamarsi Federico, in cui racconta principalmente i primi anni della carriera di Fellini. La pellicola dovrebbe uscire nelle sale italiane tra pochissimo, giovedì 12 settembre 2013.

IMG_0056Il noto Teatro 5, ricordato principalmente per Federico Fellini

65Momento di pausa al bar di Cinecittà

Dopo una breve pausa per riposare i piedi doloranti (il giorno prima abbiamo camminato davvero troppo per la città) comincia la seconda parte della nostra avventura: il tour all’interno della Palazzina Presidenziale.
All’ingresso possiamo trovare una raccolta di vecchie macchine da presa ed una vetrina, nella quale viene riassunta la storia di Cinecittà. Si inizia dai documenti per la costruzione della Città del Cinema, passando per le foto della sua inaugurazione, nel 1937, fino a varie foto di scena.

15Macchine da Presa

18Immagini dell’inaugurazione di Cinecittà

23Frase tratta da “Medea”, di Pier Paolo Pasolini

IMG_0017Plastico de “L’intervista”, di Federico Fellini

Dopo aver letteralmente calpestato il plastico costruito per L’intervista, di Federico Fellini (tranquilli, non abbiamo fatto nessun danno grave, perché il plastico si trova sotto il livello del pavimento, protetto da un resistente vetro), imbocchiamo un lungo corridoio, su cui sono continuamente proiettate, dall’alto, scene di film.
Da esso è poi possibile accedere a diverse stanze, ognuna organizzata ed allestita secondo un certo tema.
Nella prima, per esempio, si possono ammirare diversi oggetti di scena utilizzati per il telefilm Rome, come la famosa seduta dei romani, il triclinium, busti di uomini, ceste di frutta (finta, ovviamente), anfore e contenitori vari, pezzi di stoffa riposti sulle mensole, soprammobili…

IMG_0057Oggetti di scena

69Oggetti di scena

68Oggetti di scena

La ricostruzione di un set.
Proseguendo è ora il momento di visitare un set settecentesco, accuratamente allestito con camino, sedute, tavolini e scrigni. Esso, prima di diventare parte integrante della mostra, è stato realizzato in uno dei teatri di posa, per girare un documentario, intitolato Post, dedicato alla Postproduzione. Questo documentario, che potrete visionare cliccando qui, è stato girato appositamente per mostrare ai visitatori di Cinecittà si Mostra cosa succede nella fase di postproduzione, per esempio riguardo la scelta degli effetti speciali e l’importanza che essi hanno per la buona riuscita della pellicola.

71Ricostruzione di un set settecentesco

70Set settecentesco

Il costume.
Nella stanza successiva, una decina di manichini indossano abiti di scena, quegli stessi abiti che abbiamo ammirato indosso a Sophia Loren in C’era una volta o con Donald  Sutherland in Il Casanova di Federico Fellini. Anche la stanza adiacente è sempre dedicata al costume e, più in particolare, agli accessori. Proprio qui possiamo ammirare occhiali, borsette, guanti, ventagli, oltre che corone e scarpe, tra cui quelle indossate da Cameron Diaz in Gangs of New York.

IMG_0066Costumi di scena

IMG_0065Costumi di scena

87Alcune delle scarpe utilizzare da attrici e attori

IMG_0070Alcuni cappelli utilizzati in film girati a Cinecittà

Poco più avanti vedremo poi un’altra stanza dedicata al costume. Niente abiti né accessori esposti, ma sei computer, con i quali ci si può liberamente divertire. Basta scegliere il film con cui si vuole giocare, guardare la clip del film che viene proposta e scegliere infine, tra i capi d’abbigliamento proposti, quale sia il più adatto alla pellicola scelta. Io e la mia amica abbiamo optato per Cleopatra e siamo andate alla grande!

110Il gioco della Stanza del Costume

Stanza del Regista.
Si continua poi con l’originale Stanza del Regista. Una libreria, posta sulla destra, è completamente dedicata a sei grandi registi: Federico Fellini, Roberto Benigni, Martin Scorsese, Sergio Leone, Lina Wertmüller e Carlo Verdone. Ad ognuno di loro sono riservati quattro cassetti, nei quali vengono raccontati episodi della loro vita che hanno influenzato la loro grande carriera.

95Parete della Stanza del Regista

96La Stanza del Regista

89La Stanza del Regista

91Cassetto di Roberto Benigni, Stanza del Regista

92Cassetto di Martin Scorsese, Stanza del Regista

La stanza della Sceneggiatura.
Essa, la cui parete di sinistra è stata decorata con carta da parati molto speciale (si tratta di una parte di sceneggiatura, scritta a macchina da scrivere e corretta poi a penna), contiene una macchina da scrivere e dei monitor, grazie a quali si può facilmente confrontare il film concluso con la sua sceneggiatura, appesa al suo fianco.

97La parete della Stanza della Sceneggiatura

105(2)Macchina da scrivere nella Stanza della Sceneggiatura

Stanza della Finzione.
Pezzi di stoffa sporchi di sangue, bottiglie contenenti sangue (tutto finto, eh!), il kit utilizzato per fingere una ferita da arma da fuoco, maschere in silicone utilizzate per stravolgere completamente il volto di un attore, bicchieri rotti realizzati in materiale non tagliente. Tutto questo è ciò che potrete trovare all’interno  di questa saletta, trovando con esse anche la risposta alla vostra ricorrente domanda: ma come è possibile? Bene ragazzi, dopo questa esperienza abbiamo imparato che nella Fabbrica dei Sogni, così viene spesso chiamata Cinecittà, tutto è possibile.

111Marcello Mastroianni in “Mandrake”, parete della Stanza della Finzione

114Kit con carica esplosiva e sacchetto di sangue per fingere il colpo di arma da fuoco, la Stanza della Finzione

IMG_0083Maschera in silicone per il trucco speciale, la Stanza della Finzione

La stanza dei numeri.
Questa stanza, devo dire la verità, è parecchio suggestiva. Sulle quattro pareti scorrono veloci, di colore rosso fiammante, i numeri legati alla vita di Cinecittà. Leggendo con attenzione potrete scovare la data di apertura degli studi cinematografici romani, il numero civico dell’ingresso, la somma dei metri di pellicola lavorata all’anno e tanti altri che io, sinceramente, non sono riuscita a cogliere.

IMG_0086La Stanza dei Numeri

Sottomarino.
Ultima tappa della Palazzina Presidenziale è un sottomarino, all’interno del quale è stato girato il film U-571, di Jonathan Mostow, del 2000.

115Sul set di “U 571”, di Jonathan Mostow

IMG_0091Sul set di “U 571”, di Jonathan Mostow

Set di Un medico in famiglia.
Dopo un tempo indefinito in cui siamo rimasti chiusi nella Palazzina, ammirando compiaciuti ogni piccolo dettaglio, è giunto il momento di tornare all’aria aperta, dove ci aspetta l’ultimissima tappa: il set per esterno di Un medico in famiglia. Lungo una piccola via alberata scorgiamo due villette affiancate. Si tratta con certezza di casa Martini e della ex villetta di Cettina, interpretata da Lunetta Savino. Entrambe, a mio avviso, appaiono meno imponenti rispetto a quello che possiamo vedere in televisione, ma visto che ho imparato che tutto è davvero possibile qui dentro e ho smesso di meravigliarmi. Dall’altra parte del vialetto (anche questo, nella serie, sembra essere enorme e lunghissimo, ma vi assicuro che non è così) c’è invece quella che nacque come nido d’amore di Maria e Guido, interpretati rispettivamente da Margot Sikabonyi e Pietro Sermonti. All’ingresso una buchetta delle lettere rossa riporta il cognome Martini affiancato da un cuoricino.
Come nel caso di Broadway anche qui, se giri l’angolo, una fitta impalcatura regge la facciata che siamo abituati a vedere in televisione.

118Sul set di “Un medico in famiglia”

122Sul set di “Un medico in famiglia”

IMG_0096Sul set di “Un medico in famiglia”

IMG_0098Sul set di “Un medico in famiglia”

117Sul set di “Un medico in famiglia”

124Sul set di “Un medico in famiglia”

Ho trascorso tutta la mattinata all’interno di Cinecittà. Sono stanca e i miei piedi mi supplicano di cercare un posto in cui sedersi per riprendere fiato. Però, nonostante questo, sono soddisfatta e felice, quindi ringrazio i miei amici per avermi accontentata, magari anche controvoglia (anche se so che, alla fine, è piaciuto un sacco anche a loro. Ma sssh, non ditelo a nessuno!).

Per concludere il post non posso far altro che consigliarvi questo tour, sia se siete amanti del cinema, sia se semplicemente siete molto curiosi e alla ricerca di qualche nuovo stimolo. Cinecittà ne offre davvero tanti.

Vi riassumo quindi brevemente la differenza nei prezzi.

1)      Visita alla Palazzina Presidenziale: € 10,00

2)      Visita alla Palazzina Presidenziale + Visita guidata si set cinematografici: € 20,00

MA ATTENZIONE! Ecco a voi alcuni accorgimenti che potranno farvi risparmiare qualche soldino.

–          Se siete over 65 o studenti under 26 spenderete € 9,00 nel primo caso e € 15,00 nel secondo.

–          Se presentate una carta d’imbarco (Alitalia) potrete risparmiare fino a € 2,50

–          Otterrete fino a € 2,00 di sconto presentando la vostra “Show Your Card” (Aci)

–          Presentando un biglietto ATAC avrete invece uno sconto fino a € 2,00

Per maggiori informazioni o chiarimenti, potete comunque visitare il sito ufficiale dell’iniziativa, cliccando qui.

Ecco, come sempre mi accorgo troppo tardi di aver parlato troppo. Ora è troppo tardi per essere sintetica. Forse potrei togliere qualche dettaglio, ma non saprei davvero quale. Ho vissuto così intensamente questa esperienza e così intensamente ho scritto questo post per voi, che proprio non saprei da che parte iniziare con i tagli. Mi rendo conto che possa risultare un articolo esagerato, ma spero non noioso. In caso contrario mi scuso con tutti i lettori, ma l’ho scritto davvero con il cuore. E quando il cuore inizia a scrivere, la mano non può certamente fermarsi.

Selena

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...