LeggiAMO: “Volete sapere chi sono io?”, a cura di Antonella Bolelli Ferrera

Volete sapere chi sono ioEccomi a recensire questo libro molto, molto particolare. Non si tratta infatti di un romanzo o di una storia inventata, ma di vita vera. E non c’è storia più vera di un’esperienza tra le più dolorose che possano capitare ad un essere umano: il carcere.

In questo libro sono raccolte le testimonianze di venti persone che hanno vissuto sulla loro pelle l’esperienza della reclusione e che, mentre il libro veniva pubblicato nelle librerie nel corso del 2010, si trovavano ancora in prigione. Questa raccolta di “episodi” di vita carceraria è stata possibile grazie ad un concorso letterario che ha coinvolto le carceri del nostro paese, con l’intento di dare la possibilità ai detenuti di esprimersi e raccontare attraverso carta e penna le loro esperienze, le loro paure, le loro emozioni ed i loro rimpianti.

In questo bel progetto intitolato alla scrittrice Goliarda Sapienza (autrice de “L’università di Rebibbia”), i venti detenuti vincitori del concorso sono stati affiancati da altrettanti tutor, tra cui scrittori del calibro di Susanna Tamaro ed Erri De Luca, personaggi come Maurizio Costanzo e Renato Zero solo per citarne alcuni, i quali hanno “addolcito” ed adattato i testi scritti da queste persone per renderli pubblicabili.
Ogni singola storia contenuta nel libro ha il pregio di farti capire come, a volte, basti davvero un niente per cambiarti la vita per sempre, perdendo tutto in un sol colpo. In certi racconti, vedendo le sbarre da dentro attraverso gli occhi dei carcerati, si può immaginare quanta sofferenza ci sia in quei posti. Posti che dovrebbero servire a reinserire le persone che hanno sbagliato nella società ma che, nella quasi totalità dei casi, sono luoghi di violenza, tristezza e abbandono.
Molti dei protagonisti di queste pagine, va detto, stanno giustamente pagando per i loro errori ma, in alcuni casi, le loro storie sono davvero toccanti e meritano di essere conosciute.

Consiglio vivamente questa lettura a chi vuole aprire gli occhi di fronte a uno dei problemi che da sempre affligge l’Italia e non solo: la mala gestione delle carceri. In vari decenni la politica non è ancora stata in grado di riformare il sistema rendendo i penitenziari luoghi in cui le persone possano essere riabilitate alla vita, magari lavorando e svolgendo attività utili a tutta la comunità, e soprattutto non ha ancora affrontato nel modo giusto il problema del sovraffollamento. Ma questo, cari lettori, è un discorso molto lungo e complicato.
Sperando che sia di vostro gradimento, vi auguro buona lettura.

Roberto

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