#Sanremo2014: vincitori e vinti

Arisa vincitrice Sanremo 2014

Come promesso, rieccoci a parlare di questo 64° Festival di Sanremo. Dopo la finale di ieri sera che ha visto trionfare Arisa (ahime, lo ammetto) con il brano Controvento, rivisitiamo le ultime tre serate di Festival (noi infatti ci eravamo lasciati dopo le prime due). I giudizi, nel frattempo, sono rimasti invariati.
In sintesi: bravissimi e giustamente acclamatissimi i grandi artisti “storici” che hanno avuto il merito di riaccendere il Festival dopo un inizio non proprio brillante ma, secondo la mia modesta opinione, serviva anche un mix più equo con la gioventù italiana. Sono stati chiamati infatti, come ospiti, solo dei giovani stranieri: Stromae, Paolo Nutini Damien Rice.
Affiancare qualche cantante italiano contemporaneo in più (il solo Marco Mengoni è un po’ poco) ai grandi mostri sacri della musica italiana, sarebbe stato più giusto e avrebbe catturato meglio l’attenzione dei giovani. In questo modo sembra che gli autori vogliano far passare un messaggio preciso, ovvero che i cantanti italiani di questa epoca non potranno mai essere all’altezza dei miti del passato. In parte sarà anche vero, ma i giovani meriterebbero in ogni caso più considerazione in tutti i campi, quindi anche a Sanremo.

In queste ultime tre serate sono comunque da ricordare le grandi performance di Renzo Arbore e Gino Paoli. Il primo ha dato una carica inattesa a tutta la platea accompagnato dalla sua orchestra tra canzoni napoletane e successi di vecchia data; Gino Paoli, insieme a Danilo Rea, ha invece proposto alcuni pezzi per omaggiare la scuola genovese della musica italiana: Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Fabrizio De Andrè e… sé stesso.

Si è rivelata un toccasana la serata dei duetti (o Sanremo Club) del venerdì che, come lo scorso anno, ha riportato alla ribalta alcune tra le canzoni italiane più belle. Le mie preferite? Il duetto Frankie Hi-Nrg/Fiorella Mannoia con Boogie di Paolo Conte e Francesco Sarcina, accompagnato alla batteria da Riccardo Scamarcio, con Diavolo in me di Zucchero.
Sempre al top Lucianina che, con le sue incursioni e le sue gag, tiene accesa la scintilla di questo Festival che sarebbe altrimenti molto più scialbo e piatto.
Littizzetto Silvan sanremo gagDispiace invece per l’esclusione dalla finale di Riccardo Sinigallia, arrivata un po’ come un fulmine a ciel sereno. La sua canzone aveva le potenzialità per giocarsi il podio ma, stando al regolamento, nulla da eccepire. Speriamo che da oggi in poi la sua canzone possa avere il meritato successo in radio.
Nella categoria Nuove Proposte abbiamo assistito alla vittoria del rapper napoletano Rocco Hunt, il quale ha sbaragliato, grazie soprattutto al televoto, la concorrenza di Diodato (il mio preferito), The Niro e Zibba.

La serata finale si è aperta col matrimonio tra Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, a celebrare la cerimonia nientemeno che Don Matteo/Terence Hill che, con una pistola puntata, li ha dichiarati marito e moglie finché “Festival non li separi”.

Matrimonio_Sanremo

Poi è stata la volta delle canzoni in gara, che ci hanno accompagnato fino al monologo del comico genovese Maurizio Crozza. Bravissimo. Nel tempo che ha avuto a disposizione ci ha ricordato che cosa siamo noi italiani nel mondo e, se solo lo volessimo davvero, basterebbe pochissimo per riprenderci tutto quello che ci è stato tolto. In fondo abbiamo avuto i più grandi inventori della storia (passata e recente), le più grandi menti che hanno rivoluzionato il mondo erano italiane ma, il piccolo problema, è che alla nostra ‘grande bellezza’ noi affianchiamo sempre la parola ‘disastro’. Siamo bravissimi a farci fregare dagli altri e, quando non ci riescono, ci freghiamo da soli!
Questo in sintesi il condivisibilissimo Crozza-pensiero. Prima di abbandonare l’Ariston non è mancata la giusta e meritata frecciata a John Elkann, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che i giovani italiani non trovano occupazione perché “amano stare a casa dai genitori”, ecco cosa ne pensa Crozza: “Bisogna cambiare la sintassi della sua frase: non i giovani non trovano lavoro perché stanno a casa dei genitori, ma i giovani stanno a casa dei genitori perché non trovano lavoro. E, soprattutto, perché non hanno ereditato la Fiat dal nonno, come te!”. Ovviamente giù applausi.

Dopo il monologo hanno cantato Giusy Ferreri e Francesco Renga poi, finalmente, l’attesissimo momento del vero superospite italiano: Luciano Ligabue.
Il rocker reggiano ha cantato quattro pezzi: Certe notti, Il giorno di dolore che uno ha, la carichissima Il sale della terra ed infine la bellissima e struggente Per sempre, salutata da tutto il teatro con una lunga standing ovation.sanremo-2014-ligabue-ospite

A seguire la straordinaria esibizione del Liga, la gara è ripartita con il talento di Renzo Rubino (mio favorito per la vittoria finale) con il brano Ora, via via tutti gli altri fino ad arrivare a Prima di andare via di Riccardo Sinigallia ormai fuori concorso.

Dopo l’omaggio a Claudia Cardinale e l’esibizione del giovanissimo cantante franco-belga Stromae, ecco i tre finalisti. FESTIVAL DI SANREMO  2014 -  QUINTA SERATA

Forse la sorpresa più grande dell’intero festival è stata proprio questa, il super favorito della vigilia Francesco Renga è rimasto persino fuori dal podio a scapito di Renzo Rubino, Raphael Gualazzi & The Bloody Beatroots ed Arisa, che si è aggiudicata la palma di Sanremo.

Si chiude così la seconda edizione di Sanremo consecutiva condotta da Fazio, contraddistinta da una carrellata di ospiti molto ‘over’, la follia dei primi 5 minuti, i dati degli ascolti a picco rispetto a un anno fa, le canzoni comunque per la maggior parte orecchiabili e l’immancabile vena comica di Luciana Littizzetto.
I migliori complimenti vanno di sicuro a tutti i componenti dell’orchestra di Sanremo, come sempre uno dei punti di forza di ogni edizione. Pare tra l’altro che, a detta del sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato, verranno stanziate importanti somme proprio per salvare l’Orchestra Sinfonica. Finalmente un’ottima notizia per chi ci ha sempre messo l’anima!

Orchestra sanremo 2014

Se potessi dare un suggerimento per la prossima edizione farei innanzi tutto due cose: per prima cosa unirei le due gare ‘Campioni’ e ‘Nuove proposte’ in una unica competizione. Non me ne vogliano, ma suona strano sentire tra i big Sinigallia, Rubino, i Perturbazione ed altri cantanti che da molto tempo non sono più sulla cresta dell’onda. Io sarei più per una gara unica nella quale si confrontano ad armi pari artisti emergenti e artisti più famosi. La seconda idea invece è quella di chiudere il Festival ad orari più decenti, al massimo a mezzanotte, riducendo il numero di ospiti e magari aumentandone la qualità (se così si può dire).
Voi come la pensate?

Prima di salutarci ecco tutti i vincitori del 64° Festival di Sanremo:

  • FESTIVAL DI SANREMO CATEGORIA ‘CAMPIONI’ – 1°ARISA con Controvento, 2° Raphael Gualazzi & The Bloody Beatroots con Liberi o no, 3° Renzo Rubino con Ora
  • FESTIVAL DI SANREMO CATEGORIA ‘NUOVE PROPOSTE’ – 1° ROCCO HUNT con Nu juorno buono, 2° Diodato con Babilonia, 3° Zibba con Senza di te
  • PREMIO “LUZZATI” VINCITORE CATEGORIA ‘NUOVE PROPOSTE’ – ROCCO HUNT con Nu juorno buono
  • PREMIO DELLA CRITICA SALA STAMPA RADIO-TV-WEB “LUCIO DALLA” CATEGORIA ‘CAMPIONI’ – PERTURBAZIONE con L’unica
  • PREMIO DELLA CRITICA SALA STAMPA RADIO-TV-WEB “LUCIO DALLA” CATEGORIA ‘NUOVE PROPOSTE’ – ZIBBA con Senza di te
  • PREMIO DELLA CRITICA “MIA MARTINI” CATEGORIA ‘NUOVE PROPOSTE’ – ZIBBA con Senza di te
  • PREMIO DELLA CRITICA SALA STAMPA ARISTON ROOF “MIA MARTINI” – CRISTIANO DE ANDRE’ con Invisibili
  • PREMIO “BARDOTTI” PER IL MIGLIOR TESTO – CRISTIANO DE ANDRE’ con Invisibili
  • PREMIO PER IL MIGLIOR ARRANGIAMENTO – RENZO RUBINO con Per sempre e poi basta

Vi lasciamo ora con le foto salienti di questa edizione e, come sempre, vi chiediamo: siete d’accordo sulla vittoria finale? Chi avreste fatto vincere? Meritava Arisa? Partecipate al nostro sondaggio!

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Roberto

2 pensieri su “#Sanremo2014: vincitori e vinti

  1. Ciao, e grazie per aver visitato il mio blog. Io sono contrarissimo agli ospiti italiani fuori concorso: se vogliono andare a Sanremo che lo facciano “rischiando” con la gara come i loro colleghi. Che poi il rischio è assai relativo: il Festival è una bella vetrina promozionale, chi se ne frega se arrivi ottavo, undicesimo o quattordicesimo. Almeno, io la penso così.

    • Sì, da quel lato lì anche secondo me bisognerebbe pensare bene a che tipo di ospiti invitare. Nel senso, magari chiamare come ospite un Ligabue (che sai già che “offuscherà” tutti gli altri cantanti in gara) è un po’ rischioso.
      Io spero che un giorno potremo vedere artisti di quel calibro gareggiare insieme ad artisti emergenti e bravi..sarebbe uno stimolo in più per tutti e lo spirito della gara dovrebbe essere proprio quello che dici tu, senza pensare troppo alla classifica finale ma solo alla bella musica! Detto questo grazie per la visita e, se ti va, continua a seguirci! A presto🙂

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