Ayrton e Roland, vent’anni dopo quel maledetto weekend

Senna Ratzenberger

E’ passato tanto tempo da quel tragico Gran Premio di Imola del 1994.
Nel fine settimana più buio che la F1 ricordi persero la vita due piloti, Ayrton Senna e Roland Ratzenberger. Quelle giornate e quelle immagini ancora oggi, a vent’anni di distanza, rimangono indelebili nella mente di tutti noi.

Già dal venerdì, durante le prove libere, si era capito che quel GP non era nato sotto una buona stella. L’allora giovanissimo pilota brasiliano Rubens Barrichello, infatti, perde il controllo della sua monoposto a velocità folle proprio sui cordoli della Variante Bassa.

Rubens Barrichello imola crash 1994La sua Jordan decolla andando a schiantarsi contro le reti di protezione e il pilota perde i sensi. Accortosi della gravità dell’incidente Ayrton accorre subito sul luogo. Molto scosso dall’accaduto, lo stesso  Ayrton va poco dopo a trovarlo all’ospedale dove, fortunatamente, Barrichello si riprende.
Da lì in poi il sorriso sparisce dal volto del campione del mondo in carica. Forse il pilota in quel momento capisce che qualcosa non va, quella pista è troppo pericolosa.

Il sabato purtroppo porta in serbo una sventura ancora più grande. Il pilota austriaco Roland Ratzenberger è impegnato nelle prove ufficiali con la sua Simtek.
Durante la seconda sessione Roland commette un errore alla chicane Acque Minerali uscendo leggermente dal tracciato e, senza rendersi conto di aver danneggiato l’alettone anteriore, decide di proseguire ugualmente nel suo tentativo senza passare dai box. Roland Ratzenberger Unfall Imola 1994L’austriaco si lancia sul rettilineo affrontando i primi metri della pista, passa il Tamburello, ma proprio mentre affronta la velocissima curva Villeneuve perde il controllo della vettura a causa del distaccamento dell’ala anteriore che, finendo sotto le ruote, gli impedisce di curvare. Il pilota finisce contro le barriere poste all’esterno della curva e, dopo sei testacoda, la telecamera inquadra la testa del pilota che si accascia su un lato lasciando intuire a tutti il peggio.
A 33 anni Roland perde la vita sull’autodromo del Santerno.

Ayrton quel giorno riesce comunque ad aggiudicarsi la pole position ma, ancora più scosso dopo la morte di Roland Ratzenberger, pensa seriamente di non correre.
Il giorno successivo, purtroppo, decide di presentarsi regolarmente al via.
A differenza delle altre volte, però, lui che era solito presentarsi prima del via con il casco già allacciato, stavolta si lascia inquadrare dalle telecamere senza indossare il casco e rimane fino all’ultimo con lo sguardo triste, preoccupato, fisso davanti a sè quasi ad avere un presentimento. Solo più tardi si saprà che Senna aveva portato nell’abitacolo della sua Williams una bandiera austriaca che avrebbe sventolato al termine della corsa, in memoria dell’altrettanto sfortunato collega.

Ayrton-Senna-Imola-1-Maggio-1994-436x291

La gara parte, e subito al via c’è un altro incidente, in cui sono coinvolti J.J. Leto e Pedro Lamy. Dopo la collisione, una ruota e vari detriti oltrepassano le reti e finiscono sulle tribune gremite di pubblico, ferendo vari spettatori. Entra la safety car, che rimane in pista fino al sesto giro. Ayrton Senna è in testa al gruppo e accelera al massimo affrontando la velocissima curva del Tamburello, il resto, ahinoi, lo sappiamo.

senna1
Per tutti quelli che, come noi, sono appassionati di lettura, sappiate che sono stati scritti molti libri su questa triste vicenda e sulla vita di Ayrton. Tra cui: “Senna”, di Leo Turrini; “Suite 200”, di Giorgio Terruzzi; “Senna vive”, di Beppe Donazzan; e molti, molti altri. E dal mondo della musica anche Lucio Dalla interpretò una struggente canzone, intitolata “Ayrton”, dedicandola al grande pilota.
Mentre è doveroso citare anche il bellissimo film documentario sulla vita del campione brasiliano (andato in onda lunedì sera su Italia 1), diretto nel 2010 da Asif Kapadia, intitolato semplicemente “Senna”. Il film ripercorre tutta l’esistenza del pilota e narra anche i lati più nascosti del suo carattere, mettendo a nudo le molte ingiustizie da lui subite negli anni del grande duello contro Alain Prost. Un film assolutamente da vedere.

Ricordandovi che da ieri a Imola è in corso il “Memorial Senna”, che durerà fino a domenica (cliccate qui per il programma), vi salutiamo con alcune foto per ricordare i due piloti scomparsi.

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Roberto

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