LeggiAMO: “Gli indifferenti”, di Alberto Moravia

Copertina Gli indifferenti, Alberto MoraviaSe, parlando di Circe di Annie Vivanti, ero molto entusiasta, non posso essere ugualmente soddisfatta dopo aver letto Gli indifferenti, di Alberto Moravia.
L’ho letto ugualmente in breve tempo (quasi tre giorni), ma soltanto per esigenze universitarie. Il tempo disponibile per studiare stava diminuendo sempre più velocemente (ormai mancavano solo sei giorni all’esame), quindi non restava altro che farsi sotto e leggere, leggere, leggere!
Al contrario del romanzo della Vivanti, ne Gli indifferenti non succede un bel niente. 260 pagine (formato Kindle) di NIENTE. Nessun fatto importante da riportare. Niente. Solo un bel po’ di inettitudine, per dirla alla Svevo, e di indifferenza verso tutto e tutti.
I personaggi sono pochi e sempre gli stessi, raramente a loro si aggiunge qualche conoscente della famiglia.
Mariagrazia, la madre. Rimasta vedova molti anni prima, ha come amante un amico di famiglia, Leo Merumeci, di nascosto dai due figli: Carla e Michele. Questi, che in realtà sanno della relazione tra la madre e l’amico, sono totalmente indifferenti a ciò che li circonda. Carla verrà corteggiata da Leo, a cui poi si concederà e con cui vorrà sposarsi solamente per interesse. Michele, invece, secondo me è il più inetto di tutti. Finge di innamorarsi di Lisa, amica della madre, solo perché sente di dover provare delle emozioni nella vita. Ma di emozioni non ne sente nessuna e non combina niente, se non nei suoi pensieri. Pensa addirittura di uccidere Leo, per vendicare l’innocenza della sorella, pensa di costituirsi subito dopo, di assistere al processo contro se stesso, a cui anche la mamma, Carla e Lisa sono invitate a testimoniare. Ma, come potete immaginare, non succede nulla di tutto ciò. Michele tenta soltanto di uccidere Leo, senza riuscirci.
Fine della storia. La trama possiamo velocemente riassumerla in queste poche righe.
Per il resto del romanzo non si parla d’altro se non della loro indifferenza, della crisi del loro io e del loro male di vivere.
Una cosa positiva però, dal mio punto di vista, c’è. Gli indifferenti è un romanzo che fa pensare il lettore. Mentre lo leggi ti chiedi: non sono come loro, vero? E il modo grottesco e decadente in cui sono descritti i personaggi ti porta a reagire, nella speranza di non diventare mai uno di loro. Di non essere mai un indifferente.

Buona lettura🙂

Selena

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