LeggiAMO: “Nelle terre estreme”, di Jon Krakauer

Nelle terre estremeCari lettori, siamo di nuovo qui! Dopo un anno costellato da tante recensioni positive, purtroppo, devo farne una non altrettanto entusiasmante. Il libro di cui vi parlo oggi è quello che ha ispirato il famoso film diretto da Sean Penn “Into the wild”, ovvero “Nelle terre estreme”, di Jon Krakauer. Il libro parla della storia vera di un giovane ragazzo di buona famiglia, Chris McCandless, che una volta laureatosi col massimo dei voti, decide di partire per un viaggio solitario attraversando tutti gli Stati Uniti.
Il ragazzo ha già compiuto in passato viaggi di questo tipo rischiando anche la propria incolumità ma, infischiandosene dei rischi, decide di partire per una nuova avventura che lo porterà fino al freddo dell’Alaska. I rapporti con la sua famiglia sono molto freddi, anzi, quasi inesistenti.
L’unica sua confidente è la sorella Carine, la sola persona che possa capirlo. Nonostante questo quadro famigliare non molto incoraggiante, il giovane, durante la sua traversata, si fa sentire inizialmente con regolarità ma poi, col passare dei mesi sempre più di rado.Finchè, un giorno, arriva una brutta notizia che sconvolge tutti i suoi conoscenti. Se avete visto il film sapete già di cosa sto parlando, desidero comunque non rivelare tutto per rispetto di chi volesse leggere questo libro.

Cosa non mi è piaciuto del libro? Semplice, con tutto il rispetto per la storia realmente accaduta, mi sarei aspettato tutto un altro stile nella narrazione, trattandosi comunque di un viaggio avventuroso e pieno di insidie. Quello che invece mi è risultato incomprensibile, è il fatto che l’autore si limiti a raccontare i fatti in ordine cronologico, senza trasporto emotivo… come dire, in modo molto piatto. Il racconto viene buttato giù come una “lista”, ad esempio: il tal giorno Chris ha fatto questo, poi quest’altro e così via. Insomma, nonostante l’interesse che suscita questo straodinario viaggio, l’autore ne ha tirato fuori un libro di una noia mortale.
Se in più consideriamo che sono riportati i vari colloqui tra l’autore e tutte le persone che hanno fatto parte della vita del protagonista, quello che salta fuori è una “lista” ancora più dettagliata e noiosa.
Ciò non toglie il lodevole lavoro svolto da Jon Krakauer nel ricercare e trovare tantissime informazioni sulla vita del ragazzo e su altri casi molto simili al suo. Per tirare fuori tutto quel materiale immagino ci sia voluto molto tempo e questo merito non glielo toglie nesssuno ma, ripeto, con una storia di questa portata sarebbe bastato impostare la narrazione in modo più coinvolgente e meno distaccato per tirar fuori un gran libro.

Un vero peccato. Vado subito a consolarmi con un altro libro😉

Roberto

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