“American sniper”, regia di Clint Eastwood

Locandina American SniperPer il nostro ritorno al cinema, la sera dell’Epifania, abbiamo scelto una pellicola che di leggero ha ben poco se paragonato agli ultimi film che abbiamo recensito. Il film di cui parliamo è American sniper, del grande Clint Eastwood, tratto dall’omonima autobiografia di Chris Kyle (2012).

Il film si basa sulla storia vera si Chris (interpretato da un Bradley Cooper notevolmente ingrassato per ricoprire al meglio la sua parte) che, quando vede sfumare la sua carriera di cowboy, decide di intraprendere quella militare arruolandosi nei Navy Seals.
Fin da piccolo Chris ha dimostrato di avere grandi potenzialità come tiratore. Suo padre, oltre che educarlo ad un fortissimo senso di protezione verso le persone a lui più care, gli aveva insegnato a cacciare, notando molto presto la sua precisione e la sua mira. Nessuno però si aspettava che Chris Kyle sarebbe diventato “La Leggenda”, uno dei migliori cecchini della storia militare statunitense. 160 vittime confermate (255 ipotetiche) per difendere i suoi commilitoni in missione in Iraq.
La pellicola si concentra principalmente sugli anni di servizio di Kyle (1999-2009) e sulla sua dura esperienza in guerra (1000 giorni, divisi in quattro turni), durante la quale la sua vita è continuamente appesa ad un sottilissimo filo. Un solo passo falso e la corda si spezza.
Anche quando torna a casa, in licenza tra un turno e l’altro, le atrocità della guerra non gli danno pace. Ogni rumore lo riporta in Iraq, tra bombardamenti e pericoli, tormentandolo e allontanandolo sempre più dalla moglie Taya (Sienna Miller) e dai loro due bambini. Concluso il proprio servizio presso la marina militare, Chris torna definitivamente a casa, dove dovrà cercare di recuperare i rapporti con la famiglia e, soprattutto, ritrovare la propria pace interiore. Il senso di colpa per non aver difeso tutti i suoi compagni lo porterà infatti a soffrire di disturbo post-traumatico da stress. Un forte disagio che lo accompagnerà fino all’epilogo.

Il film è martellante, crudo, violento. In una parola: vero. Ci rendiamo conto di quanto possa colpire la sensibilità di molti, ma crediamo sia giusto mostrare le cose come sono realmente e in questo Clint Eastwood ha fatto davvero un buon lavoro. Chi lo guarda riesce subito ad immedesimarsi in Chris e nel tormento che prova ogni volta che deve premere il grilletto per proteggere i suoi uomini.
Anche Bradley Cooper ne esce a pieni voti, riuscendo così a riprendersi ciò che Una folle passione (2014) gli aveva, in un certo senso, tolto. Nella sua interpretazione è molto convincente sotto ogni aspetto a tal punto, secondo la nostra opinione, da meritare l’Oscar.

Roberto Selena

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