LeggiAMO: “Un giorno solo, tutta la vita”, di Alyson Richman. Per non dimenticare.

Copertina Un giorno solo, tutta la vita di Alyson RichmanC’è chi dice che l’amore vero sia eterno e in grado di superare ostacoli, difficoltà e lontananza, rimanendo sempre vivo, anche se celato nel profondo del cuore.
Un amore così profondo, ma allo stesso tempo tormentato, è il filo conduttore di Un giorno solo, tutta la vita, di Alyson Richman.

Lenka e Josef sono poco più che ragazzini quando, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, decidono di coronare il loro amore con il matrimonio, con l’intenzione di scappare poi in America insieme alle rispettive famiglie (ebraiche), in fuga dalla Germania e dalle sempre più violente e radicali leggi razziali.

I due sono poi ultraottantenni quando si rincontrano, sessant’anni dopo.

“Lei si tira giù la manica e lo guarda negli occhi. Lo esamina come farebbe un pittore con un tela abbandonata da tempo. E con la mente gli tinge i capelli di nero, ne traccia l’attaccatura sulla fronte. Lui trema. Eccola lì nuovamente davanti a lui, un fantasma risorto per miracolo.”

Numerose vicende hanno tenuto gli innamorati lontano per decenni, convinti di essere entrambi rimasti vedovi, chi per un disastro navale, chi per la fatica e l’atrocità dei campi di lavoro nazisti.
Le ultime lettere che Josef aveva inviato a Lenka erano tornate a lui senza risposta, lasciando ben poche speranze riguardo il destino della ragazza.
Lenka invece aveva saputo dell’affondamento della nave su cui Josef viaggiava, leggendo poco dopo il nome del marito nella lista delle vittime.
Per anni entrambi hanno vissuto nel ricordo dell’altro. Ogni loro pensiero andava sempre al primo amore, i loro sogni la notte riguardavano sempre il coniuge, giovane e felice come quando i due si erano innamorati a Praga.
Con il tempo entrambi hanno deciso di rifarsi una vita, principalmente per dimenticare i doloroso passato. Lenka si sentiva protetta e amata tra le braccia di Carl; Josef apprezzava il modo in cui Amalia rispettava i suoi silenzi e la sua malinconia. I desideri del loro cuore erano però ben altri, e fortunatamente il destino aveva in serbo per loro un’immensa ed inaspettata sorpresa.

 

Oggi, 27 gennaio 2015, sono trascorsi 70 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. PER NON DIMENTICARE.

Selena

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