Sanremo 2015: i vincitori e le considerazioni finali

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Cari amici, cala il sipario sul 65° Festival di Sanremo. Il trio de Il Volo vince (a mio avviso meritatamente) la gara canora più prestigiosa d’Italia tallonato da Nek al secondo posto e da Malika Ayane giunta al terzo posto mentre, tra le Nuove Proposte, abbiamo assistito all’incetta di premi vinti da Giovanni Caccamo. Per vedere l’elenco completo di tutti i premi assegnati in questa edizione cliccate qui.

Ma veniamo al dunque. Cosa ha funzionato e cosa no? Se ci avete seguito su Twitter qualcosa già lo sapete, ma colgo l’occasione e ve lo spiego qui sotto!

COSA MI E’ PIACIUTO

La conduzione di Carlo Conti. L’ho trovato impeccabile, mai un’incertezza (se escludiamo la gaffe sul passaggio del turno di Amara vs. Rakele) e con una conduzione molto fluida quasi priva dei tempi morti che, a Sanremo ma non solo, sono la croce di tutti i presentatori. Voto 8.
Gara delle Nuove Proposte. La collocazione della gara delle Nuove Proposte all’inizio delle serate è stata finalmente presa in considerazione. Mi auspicavo già l’anno scorso qualche cambiamento in meglio (vedi qui) e per fortuna qualcosina si è mosso. L’unica cosa che non mi ha convinto pienamente di questa formula è il fatto che gli artisti si scontrassero contro uno solo dei loro rivali, io avrei preferito un classico tutti contro tutti con l’eliminazione degli ultimi 4 e così via. Sarebbe stato forse più giusto ma è già un passo avanti rispetto al passato.
Ospiti musicali. Azzeccate e di grande qualità le scelte proposte da Carlo Conti alla voce ‘ospiti’. Da ricordare, tra tutte, le esibizioni di Tiziano Ferro, Spandau Ballet, Ed Sheeran e degli artisti più in voga tra i giovani come gli Imagine Dragons, i Saint Motel e Avener. Bravissimo anche il chitarrista ex Gazosa Federico Paciotti che con le sue rivisitazioni in chiave rock di pezzi di musica classica ha strappato applausi convinti. Unici nei per quanto riguarda gli ospiti musicali (ma ne parlerò dopo) Al Bano e Romina e Gianna Nannini.
Raf e Il Volo. Raf merita davvero un elogio per la tenacia. Ha avuto il coraggio di esporsi ad una possibile figuraccia salendo sul palco e cantando nonostante la bronchite. Se c’è una piacevole novità per la musica italiana, invece, si tratta proprio di questo trio: Il Volo, nato dal programma televisivo Ti lascio una canzone e cresciuto solo all’estero. Non si capisce come mai in Italia non se li fili nessuno, hanno talento e voce in quantità industriali. Speriamo che qualcuno se ne accorga!
Will Smith. Merita una citazione a parte perché, nonostante fosse lì solo per pubblicizzare il suo nuovo film, ha saputo far divertire il pubblico con la sua simpatia e la sua umiltà. Il miglior super ospite di questo Festival.

COSA NON MI E’ PIACIUTO

L’introduzione della prima serata. Una delle cose più noiose che io ricordi da quando guardo il Festival. Questa introduzione dei cantanti in stile talent show l’ho trovata inutile, prolissa, noiosa e nemmeno originale. Non se ne sentiva davvero il bisogno!
Le “vallette”. Ho messo tra virgolette la parola vallette perché, lasciatemelo dire, Emma ed Arisa sono tutto tranne che vallette. L’unica che al limite poteva starci era Rocio Munoz Morales ma, personalmente, non mi è piaciuta moltissimo neanche lei. Io preferisco la qualità alla quantità e sarei più per prenderne una sola, italiana, bella e brava. Punto. Emma ed Arisa vadano a cantare dato che lo sanno fare bene e, quanto a Rocio, torni pure a recitare. Insomma, a ognuno il suo mestiere!
I “comici”. Oggi ce l’ho con queste virgolette ma, permettetemi, che senso ha avuto chiamare tre/quattro comici che monologhisti non sono, per fargli fare un monologo??
I vari Siani, Pintus e Cirilli hanno rimediato meste figure mentre il duo Luca e Paolo, forse proprio perché potevano contare sull’appoggio dell’altro, ha sofferto decisamente meno l’impatto con l’Ariston. Solo Giorgio Panariello, vista anche l’esperienza come conduttore nel 2006, è sembrato non risentire della pressione. Comunque sottolineo che tutti i comici sono stati anni luce distanti dal Maurizio Crozza che abbiamo visto la scorsa edizione. Probabilmente l’unico in Italia insieme a Fiorello in grado di tenere i nervi saldi in queste situazioni. Molto bravi invece, nell’ultimissima parte della finale, Marta e Gianluca che hanno proposto un divertente sketch sugli speed date.
Le canzoni. Come ho detto, Carlo Conti merita applausi per la conduzione ma, per quanto concerne la scelta delle canzoni, si faccia dare due consigli da Fabio Fazio.
Dei Festival di Fabio&Lucianina si può dir tutto ma almeno la qualità delle canzoni, pur se non eccelsa, era a mio avviso un po’ più alta di questa edizione. Livello medio davvero basso e pochi pezzi orecchiabili. Testi quasi tutti molto banali, peccato. Da ricordare solo il testo di Io sono una finestra, cantata da Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi e le grandi voci dei Il Volo. Deludenti Biggio e Mandelli nella veste di cantanti, ripeto, ognuno faccia il suo mestiere!
Al Bano e Romina & La famiglia Anania. Sarò onesto. Alla vigilia pensavo che Al Bano e Romina facessero un ritorno in grande stile ma, dopo averli visti, devo dire che mi hanno deluso parecchio. Romina soffia sul microfono e cantano solo le coriste, Al Bano canta ma, per quanto ancora in forma, perde tutti i punti guadagnati nel canto ogni volta che apre bocca per fare una battuta. Bocciati entrambi. Nell’ultima serata, chi l’avrebbe mai detto, altra esibizione da dimenticare per Gianna Nannini che cantando il suo grande successo Sei nell’anima stona, sbaglia i tempi e va nel pallone. L’Ariston le riserva comunque una standing ovation. Altro flop evitabilissimo, secondo me, quello di ospitare la famiglia più numerosa d’Italia: gli Anania. Papa Francesco aveva appena finito di dire che non è necessario riprodursi come conigli per essere dei bravi cristiani che, sul palco del programma televisivo più visto di tutto l’anno, spuntano dei fanatici religiosi che sfornano figli a dozzine e a loro dire vivono solo grazie allo “Spirito Santo” e alla “provvidenza”. Secondo me è stato un pessimo spot persino per chi ha una fede incrollabile. Poi, chiaramente, sono punti di vista.

Al netto dei pregi e difetti di questa kermesse sanremese 2015, non rimane che augurarsi un Sanremo 2016 più votato alla qualità in tutti i reparti. Sarebbe fantastico vedere anche solo 10-12 big (ma big veri) non di più, con canzoni di alto livello ed insieme a loro altri 10-12 giovani (anch’essi di talento e non necessariamente sponsorizzati da qualcuno) inseriti in un’unica gara, magari con premi speciali per i giovani. Altrettanto salutare sarebbe, secondo la mia opinione, ridurre gli spazi pseudo-comici ed invitare prevalentemente ospiti musicali. Io voglio un Sanremo che torni ad essere il tempio della bella musica, quella che si ricorda anche a distanza di tanti anni e che da tanto tempo, purtroppo, manca.

E’ ormai notte inoltrata ma, prima di salutarvi, vi do appuntamento a domani con un post a cura di Selena sui look migliori e peggiori di Sanremo 2015.
Ora amici è davvero tutto, buona notte e a prestissimo!!;)

Roberto

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